Il giardino delle magie


Introduzione
Il giardino delle magie è un testo ormai introvabile ma che, grazie a un amico, sono riuscita a leggere. Gliene sono grata perché mi ha fatto vivere una meravigliosa esperienza, alimentata dalla forza e dalla potenza della sorellanza, quel sentimento di amore incomprensibile e complicità che rende unico il rapporto fra due sorelle (o due amiche tanto care da ritenersi come delle sorelle).
Naturalmente, come in tutti i rapporti (famigliari e non) possono nascere incomprensioni e forti contrasti, e anche le sorelle non sono immuni alle divergenze. Tuttavia il “fattore sorellanza”, quel mondo impalpabile fatto di solidarietà e lunghe chiacchierate racchiuse in un unico sufficiente sguardo, è l’indelebile fattore cardine che induce le sorelle a esserci l’una per l’altra, nonostante le differenze, le incomprensioni e i litigi.
Il giardino delle magie, la Triplice Dea incarnata e rappresentata nella sorellanza
Nel giardino della magia troviamo questo concetto espresso a più livelli, con le due zie, con Gillian e Sally e con le figlie di quest’ultima. Tre coppie di sorelle rappresentate da tre differenti generazioni, incarnano e rappresentano alla perfezione la triplice Dea.
Recensione
Il giardino delle magie è un romanzo che parla di passione e di quel desiderio che “Secondo le zie, poteva insinuarsi in una donna adulta e trasformarla da una creatura ragionevole in una pazza altrettanto insensata di una pulce fissata sempre sul solito vecchio cane malandato”.
Ma cosa spinge la passione e il desiderio se non la fiamma dell’amore? E le zie oltre a essere delle sapienti “botaniche” sono anche delle grandi osservatrici.
“Potevano vedere come l’amore finisse per dominarli dalla testa ai piedi, per non parlare delle singole parti del corpo nel mezzo”.
Le due zie non hanno questo modo di pensare perché sono bigotte o chiuse al sentimento dell’amore. Anzi, al contrario, lo circuiscono con occhi circospetti proprio perché sono consapevoli di quanto possa essere immensamente grande la gioia data da tale sentimento e, di conseguenza, quanto in modo inversamente proporzionale può portare dolore e sofferenza.
“Che cos’aveva creduto, che l’amore fosse un giocattolo, qualcosa di facile e dolce con cui divertirsi? Il vero amore era pericoloso , ti prendeva da dentro e ti teneva stretto, e se non ti liberavi della presa abbastanza in fretta potevi diventare capace di tutto per salvaguardarlo”.
Le due anziane sorelle, infatti, sembrano apparentemente “poco attente”, distratte da piccolezze o comunque non interessate ai grandi temi della vita. In realtà, in silenzio, con saggezza e sentimento, ne carpiscono i valori più importanti. Quelli fatti, per esempio, dal momento vissuto appieno nell’assaporare una dolce tazza di tè mentre fuori piove. Quelli fatti dall’essere in pace con se stesse perché prive dai condizionamenti o dalle critiche che spesso ci inducono ad auto ingabbiare la nostra vera essenza, dietro sbarre invisibili di gabbie mentali create da noi stessi e di cui solo noi possediamo la chiave.
E le due vecchie zie tali principi cercano di trasmetterli (più con l’esempio che in altri modi) alle due nipoti: Gillian e Sally. Ma solo quando le figlie di Sally saranno abbastanza grandi, e la vita delle quattro sarà messa a repentaglio perché sconvolta da un evento significativo, Gillian e Sally -grazie all’esempio delle due sorelle più giovani e, in seguito, dell’aiuto delle due vecchie zie – si libereranno del fardello caduto sulla loro famiglia e, insieme ad esso, si priveranno finalmente di tutte quelle catene invisibili che per anni si sono messe da sole. Capiranno cosa veramente vogliono dalla loro vita, cosa realmente le fa sentire felici e allora saranno libere di seguire questa loro felicità.
Cos’è la magia, se non vivere a pieni polmoni la serena consapevolezza di un momento fatto di perfezione? O vivere con passione e sentimento la vita? O ancora sentirsi liberi di essere se stessi, senza costrizioni o condizionamenti sociali?
Conclusioni
Ne Il giardino delle magie non si coltivano semplici piante. Si coltiva la passione per la vita, la consapevolezza della felicità priva di pregiudizi, l’onestà verso se stessi e quindi gli altri, l’essenza della pace, la ricerca dell’amore e molto altro…