Wonder Man e Le piccole cose della vita
Wonder Man e Le piccole cose della vita, due serie tv con un’unica “forza d’animo”, per me
Lasciarsi attraversare da un lutto talmente destabilizzante da sconvolgere la propria esistenza e, per certi versi, quella degli altri; riuscire a sopravvivere alle proprie ansie, addirittura riuscendo a tratti a superarle.
Due “supereroi” tanto reali quanto diversi, ma pur sempre persone; persone che lottano contro quei mostri che, in qualche modo, attraversano le esistenze di tutti noi.
Lui, Wonder Man, supereroe anche sui “documenti” (non quelli da lui firmati).
Lei, Clare Pierce, si trova a sopravvivere in una vita che non sembra più appartenerle.
Non cedere alle proprie ansie. Trasformare la crisalide in farfalla per sovvertire la sopravvivenza in esistenza.
I demoni hanno tante sfaccettature, non sono sempre netti i loro lineamenti, ma evanescenti, cangianti, a tratti sembra non esistano più e poi, inaspettatamente, si ripresentano, spesso proprio quando ci è più difficile contrastarli. Tornano e ritornano, e lo faranno sempre finché non saremo capaci di guardarli in faccia, affrontarli, farci attraversare fino a raggiungere il picco, l’implosione del delirio massimo; quando tutto sembra perduto, instabile. È li che si trova il varco, la piccola porticina per andare oltre.
Due serie tv completamente diverse ma che, ciascuna a modo suo, navigano tra le ferite dell’anima, spingendo protagonista (e telespettatore) a guardarsi dentro, mettersi in discussione, andare oltre le paure, provare a spingersi oltre i propri limiti, mentali prima di tutto.
Oltre la banalità del becero consumismo sociale c’è qualcosa che prevarica la percezione del vivere; quel respiro vivido che affonda nei polmoni, l’aria fredda di un mattino d’inverno sulla pelle del viso.